STEP #01 - L'inventore

Il protagonista del blog è Giuseppe Ravizza, ideatore di una delle prime macchine da scrivere, da lui chiamata "Cembalo scrivano" per la somiglianza col pianoforte nella forma dei tasti e nel funzionamento. Nato a Novara il 19 marzo 1811, si laureò in legge all'Università di Torino, ma non esercitò quasi mai la professione forense poiché si interessò, da giovanissimo, di stenografia e, in seguito, di scrittura a macchina

Già altri si erano interessati a questa sfida tecnologica nel contesto culturale ottocentesco: oggi siamo a conoscenza della macchina da scrivere funzionante del conte Agostino Fantoni da Fivizzano (1802), perfezionata da Pellegrino Turri da Castelnuovo di Garfagnana (1808), e del "tachigrafo" (o "tachitipo") di Pietro Conti (1823), descritto come "capace di tenere dietro alle parole d'un oratore". L'incontro con quest'ultimo fu fondamentale per Ravizza, il quale, ispirato dal tachigrafo, nel 1837 decise di dedicarsi alla costruzione di una sua macchina da scrivere, completata intorno al 1846. Nel 1855, egli ottenne il brevetto del Cembalo scrivano presso l'Ufficio centrale delle privative industriali di Torino. L'invenzione fu oggetto di molte attenzioni, e venne presentata dal suo inventore in varie manifestazioni, tra cui l'Esposizione industriale di Novara del 1856, durante la quale il dispositivo fu testato dal Re di Sardegna (e futuro Re d'Italia) Vittorio Emanuele II di Savoia. 

Nel 1874 una macchina da scrivere di analogo funzionamento fu lanciata sul mercato statunitense dall'industriale Philo Remington riscuotendo un enorme successo, mentre la curiosità verso il Cembalo diminuiva notevolmente. Tuttavia, Ravizza continuò a sperimentare e, nel 1883, brevettò insieme allo spedizioniere genovese Carlo Fantoni un modello di Cembalo a scrittura visibile, superando di gran lunga la tecnologia delle macchine da scrivere del gruppo Remington. Nonostante questo traguardo, non ci fu un rinnovamento nell'interesse verso il Cembalo.

Giuseppe Ravizza morì a Livorno il 30 ottobre 1885. L'epigrafe posta sulla sua tomba lo descrive come "latinista, storico, archeologo, filosofo". Il giusto riconoscimento per la sua opera ingegneristica gli sarà dato da Camillo Olivetti nel 1927, il quale affermerà che il Cembalo scrivano conteneva già tutti i principi fondamentali di una moderna macchina da scrivere. 

Giuseppe Ravizza


(Enciclopedia Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - volume 86 2016): https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-ravizza_%28Dizionario-Biografico%29/. <ultimo accesso 11/01/2022>.
(Wikipedia): Giuseppe Ravizza https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Ravizza <ultimo accesso 11/01/2022>.
(Olivetti 1927): L'avv. R. di Novara e l'invenzione della macchina da scrivere. Conferenza tenuta al Rotary club di Milano dall'Ing. Camillo Olivetti, Milano 1927.


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