STEP #03 - La scienza
Isaac Newton
L'invenzione della macchina da scrivere rientra in un processo di ricerca delle possibilità di meccanizzazione della scrittura. Dunque, una disciplina scientifica fondamentale correlata alla macchina da scrivere è la meccanica.
La meccanica (dal lat. tardo mechanĭca, gr. μηχᾴνη) è la branca della fisica che studia le leggi del moto dei corpi. Essa viene suddivisa in:
- cinematica (che si occupa della definizione degli elementi che consentono di descrivere rigorosamente il moto e di classificarne i vari tipi),
- dinamica (che studia le leggi del moto dei corpi in quanto soggetti all'azione di forze),
- statica (che studia le condizioni in base alle quali un corpo o un sistema di corpi è in equilibrio sotto l'azione di forze interne o esterne e di relazioni vincolari).
La meccanica ha subito varie evoluzioni nel corso della storia. Le prime testimonianze di studio della meccanica possono essere rintracciate nell'antica Grecia, in particolare negli studi di Aristotele (il quale spiegò la natura di ogni movimento attraverso la teoria del "luoghi naturali", riconducendosi allo studio dei quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco) e di altri filosofi come Stratone di Lampsaco, che ottenne alcuni risultati interessanti nello studio della caduta dei gravi. Altre conoscenze riconducibili a questo periodo storico appartengono agli ambiti dello studio dell'equilibrio e del calcolo del vantaggio meccanico e delle macchine semplici.
Durante il Medioevo, è interessante notare la teoria dell'impetus di Giovanni Buridano.
Tra la fine del XVI secolo e l'inizio del secolo successivo, fu fondamentale il contributo di Galileo Galilei, il quale rivoluzionò l'approccio scientifico tramite l'introduzione del metodo sperimentale e condusse studi importanti tra i quali quelli riguardanti il principio di inerzia e la legge del moto dei gravi.
In seguito, furono fondamentali le scoperte di Isaac Newton, che introdusse una nuova sintesi della fisica nei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, grazie ai quali è possibile estrapolare, dai tre principi della dinamica e dalla legge di gravitazione universale, le caratteristiche dei moti planetari. La meccanica formulata da Newton è nota come meccanica classica o newtoniana, basata sui concetti di massa e forza, nonché sul valore assoluto delle determinazioni di spazio e tempo.
Alla fine dell'Ottocento nacque, grazie alle scoperte di Ludwig Boltzmann, la meccanica statistica.
Gli sviluppi subiti nel corso del '900 dalla concezione dell’universo fisico e degli eventi che in esso si verificano in seguito alle scoperte di Albert Einstein, che prescrivono una trasformazione differente fra sistemi di riferimento inerziali rispetto alla meccanica classica, hanno determinato il passaggio alla meccanica relativistica che, in base alla teoria della relatività, fa dipendere le masse dei corpi dalle loro velocità, considera la velocità della luce come il limite superiore di ogni velocità fisica, e postula l’equivalenza tra massa ed energia.
Lo studio dei sistemi atomici e subatomici ha portato alla formulazione della meccanica quantistica, che rivendica l’influenza dei procedimenti di misura sui valori delle misurazioni effettuate e l’indeterminazione delle grandezze tra loro collegate, come posizione e velocità, preferendo affidarsi a schemi evolutivi di carattere probabilistico (meccanica ondulatoria) o a rappresentazioni delle variabili dinamiche del sistema (meccanica delle matrici). In particolare, furono fondamentali le scoperte di Max Planck, Niels Bohr, Werner Karl Heisenberg e Paul Dirac compiute a partire dal 1900.
(Wikipedia): Storia della fisica https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_fisica <ultimo accesso 11/01/2022>.
(Treccani): Vocabolario online https://www.treccani.it/vocabolario/meccanica/ <ultimo accesso 11/01/2022>.
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